Sempre più spesso, navigando sui social, possiamo incorrere in una serie di immagini pubblicate da cicloamatori che, fieri e orgogliosi delle loro gesta, pubblicano il percorso appena compiuto in sella alle loro bici. Ciò, però, rischia di divenire un vero e proprio boomerang, come sospettano diversi amanti della bici e come viene riportato dal Corriere del Veneto. I ladri di bici, infatti, potrebbero essere in grado di risalire a informazioni importanti come il luogo in cui vengono custodite le bici per poi effettuare i loro furti. Tutto ciò grazie all’uso di app di tracciamento gps come, per esempio, Strava o Komoot.

Il fenomeno non viene sottovalutato dalle forze dell’ordine

Tale metodologia effettuata per cercare di prelevare delle bici di valore non sarebbe ancora molto diffusa. Tuttavia viene presa in considerazione in modo molto serio dalle Forze dell’Ordine, come ad esempio hanno fatto i carabinieri di Treviso. Essi, infatti, hanno consigliato ai cicloamatori di tenere un comportamento più responsabile, evitando di diffondere sui social delle informazioni sensibili che potrebbero essere intercettate e utilizzate dai malviventi. Tra gli altri possibili rimedi vi è quello di azionare il proprio gps solo qualche chilometro dopo essere usciti da casa, in modo tale da evitare di diffondere il proprio indirizzo.

Inoltre, anche se sembra scontato, è molto utile dotare i propri garage di allarmi: questo punto della casa, infatti, viene spesso preso di mira dai malviventi a caccia dei mezzi a due ruote. Le bici maggiormente interessate da tale fenomeno sono quelle di lusso, ovvero quelle che hanno un valore superiore ai mille euro (come le Bianchi o le Pinarello).