Treviso, furti di bici di lusso nei garage: i ladri si orientano con i social

Tutti i cicloamatori ormai pubblicano le tracce gps e le foto dei loro mezzi: chi le ruba ha uno strumento in più per rintracciare le due ruote

di Nicola Notari

Registrare le proprie prestazioni e i percorsi svolti attraverso apposite App per poi pubblicarle sui social. Un orgoglio, un vanto per qualsiasi cicloamatore che macina chilometri e vuole battere i propri record personali ma che rischia sempre più spesso di trasformarsi in un boomerang, favorendo i malintenzionati di turno. Il sospetto che circola tra gli amanti delle due ruote è il seguente: i ladri di bici, attraverso i percorsi pubblicati dai cicloamatori su App di tracciamento gps come Strava o Komoot, possono risalire al luogo in cui le bici sono custodite, garage o seminterrati delle abitazioni, e così rubarle. Spesso si tratta di bici con un valore che supera di gran lunga i mille euro (marchi come Pinarello, Scott, Cannondale o Bianchi, sono per citarne alcuni tra i più noti) e che troppo spesso vengono esibite sui social dai proprietari con eccessiva leggerezza.

Furti su commissione

Per ora nella Marca questo tracciamento da parte dei ladri non sarebbe così diffuso ma i furti su commissione sono in aumento e il fenomeno non viene sottovalutato dalle forze dell’ordine. Anche per questo i carabinieri di Treviso consigliano ai cicloamatori che ogni domenica invadono le salite del Montello, del Grappa o percorrono le Colline del prosecco, di tenere un comportamento molto simile a quello raccomandato per chi si allontana da casa per andare in ferie: sempre meglio evitare di pubblicare informazioni sensibili sui social che possano essere utilizzate dai ladri. Contromisure? Accendere il gps a qualche chilometro da casa per evitare di comunicare al mondo il proprio indirizzo, dotare il mezzo di rilevatori gps ma soprattutto dotare di allarme i garage, una delle zone meno protette della casa e facile bersaglio dei ladri.

Mercato fiorente

Negli ultimi mesi i furti di bici di valore non sono certamente mancati nella Marca e il mercato nero delle due ruote è un business fiorente: solo due settimane fa i carabinieri hanno arrestato un 17enne trevigiano che nascondeva ben cinque bici rubate. Il giovanissimo, finito ai domiciliari, deve rispondere di ricettazione e di produzione e detenzione di stupefacenti. Oltre alle bici (era questo il motivo che aveva portato la Procura per i minori di Venezia a ordinare la perquisizione della casa) gli sono state sequestrate tre piante di cannabis, 78 grammi di marijuana suddivisa in dosi, quasi 200 euro in contanti oltre ad un kit completo per la coltivazione e lo smercio dello stupefacente (telo per serra, lampada per la crescita vegetativa, prodotti fertilizzanti, bilancino di precisione).

Il cado di Fanzolo

A marzo scorso nella zona di Fanzolo di Vedelago si sono registrati una serie di furti di biciclette, tutte trafugate scassinando i garage sotterranei di alcuni condomini; episodi analoghi si sono verificati anche nel montebellunese. Chi viene derubato è opportuno continui a prestare attenzione su ciò che compare sui siti di compravendita on line. Più recentemente, nell’aprile scorso, un 63enne trevigiano era rimasto vittima di un episodio singolare: alcune settimane dopo aver subito il furto di una bici del valore di mille euro, ha scoperto che il suo mezzo era stato già rimesso in vendita. Attraverso i carabinieri che hanno denunciato per ricettazione il venditore, un 49enne romeno residente a Meolo, l’uomo ha potuto riottenere l’amata bici.

Fonte: Corriere della Sera https://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/cronaca/21_maggio_30/treviso-furti-bici-lusso-garage-ladri-si-orientano-social-99071656-c11c-11eb-b0b8-ebba6a296a11.shtml

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