Presi i ladri seriali dei banchetti di matrimonio: rubavano le chiavi di casa dalle auto degli invitati

Un paio di colpi anche tra i partecipanti a funerali. Oltre trenta furti contestati in tre mesi: ecco come agivano

di Sarah Martinenghi

Una “strategia perfetta”, e una “pratica consolidata” che consentiva loro di agire “con estrema freddezza e professionalità”: il gip Giacomo Marson descrive così la loro condotta, nell’applicare la misura cautelare a una banda di sinti accusati di aver messo a segno almeno 31 furti in tre mesi, tra settembre e novembre 2020. Si accodavano ai cortei che andavano a festeggiare matrimoni e comunioni al ristorante, oppure a celebrare tristi ricorrenze come i funerali. Forzavano i nottolini delle auto parcheggiate e rubavano le chiavi di casa lasciate dentro incustodite: dal libretto di circolazione risalivano agli indirizzi dei proprietari e in pochi minuti svaligiavano gli appartamenti. In alcune giornate sono riusciti a compiere anche tre furti di seguito, portando via monili, orologi, gioielli, contanti, vino, abiti, orologi, occhiali, play station, pc, aprendo casseforti e rubando bancomat e tessere di ex appartenenti alle forze dell’ordine. Le indagini del pm Paolo Scafi hanno svelato la serialità dei colpi, quasi tutti commessi nel Torinese: a inchiodarli molto spesso sono state le immagini di videosorveglianza nei pressi delle abitazioni. Utilizzavano le stesse tre auto, modificate e con targhe false, a cui addirittura mettevano una coccarda bianca per confondersi tra le vetture degli invitati ai banchetti di nozze. In diversi casi hanno portato via bottini di oltre 30 mila euro a volta.

“Hanno approfittato di situazioni di particolare vulnerabilità delle vittime – scrive ancora il gip nella misura cautelare – sapendo di poter approfittare del fatto di poter agire in totale tranquillità, senza rischiare che i proprietari delle abitazioni depredate facessero rientro a casa sorprendendoli”. Il giudice definisce “deprecabile” la serie di furti perpetrati il pomeriggio del 9 novembre al cimitero di San Francesco al Campo, mentre era in corso un funerale, così come il 31 ottobre al cimitero di Orbassano. E “ancor più grave il giudizio sulle loro condotte” per essere riusciti a rubare a casa del padre di una sposa, il 26 settembre 2020. In quel caso, mentre era in corso il ricevimento in un ristorante di Villastellone, portarono via i 10 mila euro che erano il regalo di nozze per la figlia e il bancomat del proprietario di casa che, durante i festeggiamenti, si vide arrivare le notifiche sul cellulare di dieci prelievi fatti con la sua tessera.

Sceglievano bene ed erano rapidissimi: il tragitto dall’auto parcheggiata alla casa da saccheggiare non era mai lontana più di dieci minuti. In alcuni casi hanno persino riconsegnato le chiavi nell’auto parcheggiata, o chiuso a chiave la porta di casa con diverse mandate. La loro specialità erano anche i parcheggi di centri commerciali, dall’outlet di Settimo, all’Ikea, le Gru, Lingotto, Eataly, Viridea, e grandi supermercati come Bennet e Ipercoop.  Il 24 ottobre 2020 nel parcheggio di Eataly in via Nizza, in tre minuti uno dei tre indagati riuscì a forzare le portiere di 5 auto in appena tre minuti. “Neppure si può trascurare  di considerare- spiega ancora il gip – che in tutte le occasioni in cui gli indagati si sono imbattuti in animali lasciati presso le abitazioni che stavano saccheggiando, non hanno esitato a neutralizzarli con spray urticanti o percuotendoli tanto da provocare loro lesioni”. A tradirli però sono stati alcuni particolari: uno di loro era claudicante, un altro indossava un orecchino, “anche quando indossano la mascherina, gli indagati risultano perfettamente individuabili per le movenze, il taglio degli occhi o la capigliatura”.     

Fonte: La Repubblica Torino https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/05/11/news/presi_i_ladri_seriali_dei_banchetti_di_matrimonio_rubavano_le_chiavi_di_casa_lasciate_in_auto_dagli_invitati_e_svaligiavano-300364508/

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