I 7 furti più clamorosi della storia, tra inestimabili preziosi ed interi edifici

Voler raccontare tutti i furti si sa, sarebbe impossibile. Ma alcuni sono passati alla storia grazie al bottino che l’operazione ha fatto guadagnare agli autori (e perdere ai malcapitati proprietari).

1 ) Ad una prima riflessione sul tema, vengono in mente immediatamente banche e gioiellerie. Tra queste ultime, numerose quelle che hanno subito furti ricchissimi quanto, spesso, inspiegabili. Tutt’ora, ad esempio, né la polizia né nessun altro riesce a spiegarsi come, Leonardo Notarbartolo e i suoi, siano riusciti a mettere fuori combattimento campi magnetici, raggi infrarossi, telecamere e lucchetti ipersicuri, riuscendo a rubare, presso l’International Diamond Center di Anversa, un bottino del valore di 150 milioni di dollari in oro, diamanti e pietre preziose.

2) Un’altra gioielleria poi, la Pederzani di via Montenapoleone a Milano, ha subito un furto del valore di 700.000 euro. In questo caso però, più che il bottino comunque molto consistente, a fare clamore è stato il modus operandi del ladro. Egli infatti, in pieno giorno, si è vestito da lavavetri e, agendo indisturbato, ha svitato la vetrina e rimosso il vetro con una ventosa, portandone via il contenuto.

3) Non mancano poi purtroppo, come nei film, furti di opere d’arte con una caratteristica comune: i quadri rubati non sono mai stati ritrovati. E non parliamo di quadri qualsiasi, ma di opere di artisti come Caravaggio, Cezanne, Renoir, Rembradt e Van Gogh. I furti sono quindi incredibili in particolar modo per due motivi: innanzitutto l’abilità di superare le misure di sicurezza di strutture come musei e centri di studio, ma anche la capacità di far sparire nel nulla cose dal valore tanto grande da risultare invendibili. Nel 1911 qualcuno fu talmente abile da rubare addirittura la Gioconda di Leonardo da Vinci, ritrovata però, per fortuna, due anni più tardi.

A volte poi il clamore dei furti non dipende dal valore degli oggetti rubati, o almeno non solo da quello. Spesso infatti, ciò che risulta incredibile è la modalità o la tipologia di oggetto rubato.

4) Nel 2017 ad esempio, dalla cappella della famiglia Sollima nel cimitero monumentale di Catania, venne rubata la Biga Morgantina, ovvero una struttura di bronzo a forma di carrozza risalente al 450 avanti Cristo. La Biga venne imbragata e sollevata con un elicottero, e successivamente depositata su un camion. La carrozza dal valore di 2 milioni di euro fu nascosta in un garage, separata dai suoi cavalli che erano stati invece chiusi in una camera segreta. Per fortuna, nonostante la spettacolarità del furto, la Biga è stata poi ritrovata.

Volete qualcosa di ancora più eclatante? Non c’è che l’imbarazzo della scelta! Tra le opzioni troviamo:

5) un carro armato rubato in un’armeria di San Diego solo con l’ausilio di un piede di porco

6) il Mistero della spiaggia scomparsa, ovvero il furto di un intero tratto di spiaggia giamaicano, la cui sabbia era stata portata via con 500 camion

7) il furto di un’intera chiesa russa del 1800, che un uomo aveva smontato, portandola via un mattone alla volta, con l’obiettivo di riutilizzare il materiale edile per costruzioni private.

Per fortuna qualche volta ad essere clamoroso è il ritrovamento di ciò che era stato rubato. È il caso, ad esempio, di Fruits sur une table ou nature morte au petit chien di Paul Gauguin e di La femme aux deux fauteuils di Pierre Bonnard, che erano stati rubati a Londra negli anni ’70. Ebbene, un operaio della FIAT di origini siciliane li ha acquistati nel 1974 per sole 45.000 lire. I quadri erano finiti su un treno Parigi-Torino e, rimasti su un vagone, erano stati accantonati in un deposito dal personale addetto. Da quel deposito poi, i due capolavori erano approdati all’asta delle Ferrovie dello Stato degli oggetti smarriti e ritrovati. E pensare che qualcuno sostiene che i prezzi delle opere d’arte siano troppo alti!

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