Furti in casa: conseguenze psicologiche e come superarle

Subire un furto non è, ovviamente, mai piacevole. Ma se essere scippati per strada può provocare un danno relativamente limitato, subire un furto in casa è un’esperienza davvero traumatica. Questo non solo per il danno economico, almeno potenzialmente molto più ampio, ma soprattutto per gli effetti negativi che l’evento può provocare sulla nostra psiche. In questo articolo tratteremo sia le conseguenze psicologiche di un furto in casa che i consigli per superarle.

Le conseguenze psicologiche di un furto in casa

Il problema più grande è veder violate la nostra privacy e la nostra sicurezza. Il pensiero che uno o più sconosciuti  abbiano rovistato tra le nostre cose, comprese le più private e personali come ad esempio la biancheria, può provocare una ferita da non sottovalutare. Anche il fatto di essere colpiti in casa porta con sé delle conseguenze: la casa è infatti il rifugio sicuro, il luogo dove ci sentiamo al riparo da tutto. Nel momento in cui, invece, si trasforma nello scenario di un furto, la sensazione che ci pervade è quella di non sentirci sicuri in nessun posto.

Le fasi

Dopo un evento del genere, solitamente si attraversano una serie di fasi, corrispondenti ad altrettanti stati d’animo. La prima fase è quella dello shock: la mente interpreta ed immagazzina quotidianamente le nostre esperienze, ma, nel caso di un furto, è normale avere difficoltà ad elaborare l’accaduto. Generalmente questa difficoltà dura per un breve periodo. Subito dopo arriva il rifiuto: la seconda fase è infatti quella del rifiuto delle nostre emozioni relative all’evento e della tendenza ad evitare di parlarne. Non tardano poi ad arrivare tristezza e rabbia. La prima è una forma di lutto per la perdita di ciò che ci è stato portato via, la seconda si manifesta con la voglia di giustizia e l’impellente necessità di addossare la colpa a qualcuno di ciò che è successo.

L’ultima fase, nonché quella più difficile da gestire, è quella della paura, diretta conseguenza di quel sentirsi violati nell’ambiente più intimo e sicuro a cui accennavamo all’inizio. Le manifestazioni di quest’ultima fase sono solitamente stati d’ansia e paura di rimanere in casa da soli, in particolar modo di sera. Se non si riesce a superare il trauma, questo potrebbe dar luogo anche a dei disagi cronici, in larga parte legati alla salute psichica, compromettendo la qualità della vita. Tra i sintomi più frequenti manifestati da coloro che hanno subito un furto in casa troviamo soprattutto la degenerazione dell’ansia in attacchi di panico e comportamenti ossessivi legati alla sicurezza. Spesso si verificano, inoltre, inappetenza, irritabilità, disturbi del sonno e della concentrazione, ipervigilanza e rabbia improvvisa.

I fattori determinanti

Comunque sia, tre sono i principali fattori che determinano le conseguenze psicologiche che possono derivare dal furto in casa. In primo luogo l’entità del fatto in sé. È facile intuire che esiste una profonda differenza, ad esempio, tra il vedere un uomo che tenta di scavalcare il nostro cancello, dal trovarselo propriamente in casa e magari essere anche aggrediti fisicamente. Il secondo parametro è invece la personalità del derubato. Ognuno di noi, infatti, elabora ed affronta eventi e conseguenze a modo proprio, riuscendo a reagire con maggiore o minore forza. Questo, naturalmente, vale anche per un furto. Il terzo ed ultimo elemento è costituito dalla rete sociale in cui l’individuo derubato è inserito. Ricevere supporto da amici e parenti può essere infatti risolutivo o comunque molto importante in caso di traumi post furto.

In base alle statistiche, pare che le donne siano più legate alla propria casa e tendano in misura maggiore ad attribuire significati simbolici agli oggetti. Per questo motivo il gentil sesso sarebbe più incline ai traumi post furto in casa. Inoltre, come appare ovvio, l’evento risulta più traumatico per coloro che si trovavano sul posto al momento del fatto, rispetto a chi, invece, è rincasato solo a cose fatte, o magari era immerso nel sonno durante lo svolgimento del crimine.

Cosa fare per superare l’evento

È fondamentale dare spazio alle proprie emozioni, evitando nella maniera più assoluta di reprimerle. La parola chiave è sostegno. Questo può essere fornito da figure diverse in maniera diversa: ci si potrà infatti sfogare con le persone care e godere della loro vicinanza. Ma si potranno anche chiedere, per esempio, consigli alla Polizia ed alle Forze dell’Ordine su come evitare che l’esperienza si ripeta. Importante è inoltre fornire altrettanto sostegno ai bambini se ce ne sono. Bisogna parlare con loro, coinvolgerli nelle attività di recupero (come la riorganizzazione della casa) e, soprattutto, fare in modo che anche loro riescano ad esprimere le emozioni legate all’evento, aiutandoli ad elaborarle.

Lo smarrimento legato ad un furto in casa deriva in particolar modo dal fatto che tendiamo a non prendere in considerazione l’eventualità di accadimenti sgradevoli, nella sicurezza che le nostre vite continueranno a scorrere così come le abbiamo programmate. In realtà i furti in casa sono purtroppo molto diffusi, e quindi non sono poi così limitate le possibilità di diventarne vittime. Per quanto la cosa non sia di certo positiva, pensare a quanto questo genere di furti sia diffuso può aiutare a ridimensionare l’esperienza subita. In ogni caso rimuginare sul fatto e su cosa avremmo potuto fare di diverso è del tutto inutile, se non addirittura deleterio.

Azione, routine e sicurezza

Spesso capita, come dicevamo, di vivere stati d’ansia, ritrovarsi a controllare ripetutamente che la porta sia chiusa, che non ci siano estranei in casa, o anche ad avere incubi notturni. Il modo migliore per superare questo stato è l’azione. È importante innanzitutto denunciare, perché si tratta di un primo passo per combattere questo genere di crimini. Fondamentale poi è rimettere in ordine e ripulire quanto prima la casa. Si potrebbe magari chiedere aiuto ad un amico o ad un parente, e, volendo, approfittare dell’occasione per apportare quelle modifiche a cui pensavamo da tempo.

Un passo importante per sentirci meglio ma anche per ridurre concretamente i rischi è quello di migliorare la sicurezza della nostra casa. Potrà essere molto utile installare un sistema d’allarme, inferriate, porte blindante e simili.

Importantissimo per superare l’impatto psicologico è anche il riprendere la routine al più presto. Una possibile tattica è quella di compilare una lista di tutte le attività che facevamo prima del furto. In questo modo ci renderemo conto del se abbiamo rinunciato a qualcosa per paura, e potremo rimediare quanto prima. All’inizio bisognerà sforzarsi un po’, ma in breve tempo l’abitudine sostituirà la paura.

Nonostante tutti questi accorgimenti ed il sostegno dei nostri cari potrebbe capitare di non riuscire a superare le sensazioni negative derivanti dall’aver subito un furto in casa. La loro permanenza potrebbe degenerare in un disturbo post traumatico da stress. È quindi importantissimo, in quest’ultimo caso, non esitare a rivolgersi ad uno psicologo.

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