Denuncia il furto della moto da 50 mila euro: ma era una truffa all’assicurazione

La moto era parcheggita in garage. Il raggiro tentato da un centauro sessantenne, indagato dalla procura

di Sarah Martineghi

Aveva denunciato il furto del suo gioiello, la moto MV Agusta Brutale 1000, così potente da arrivare anche ai 300 km orari e del valore di quasi 50 mila euro. Ma “lei” era sempre rimasta lì, nel suo garage, ed è per questo che da vittima il proprietario è diventato indagato con l’accusa di truffa all’associazione. Nei giorni scorsi la motocicletta gli è stata sequestrata dagli agenti della sezione di polizia della procura, così come la somma a lui versata dall’associazione. L’indagine, coordinata dal pm Mario Bendoni, ha infatti svelato il raggiro che l’uomo, un sessantenne della provincia di Torino appassionato collezionista di motociclette, aveva messo in atto. A tradirlo è stata in realtà proprio la passione per le due ruote e per quel particolare tipo di moto che viene prodotta solo in serie limitata e numerata, e dalle foto da lui pubblicate su Facebook.


Il centauro, difeso dall’avvocato Mario Bertolino, aveva sporto denuncia per furto il 25 maggio 2020. L’associazione gli aveva liquidato 43 mila euro. Nel frattempo però la polizia ha indagato sul furto, scoprendo che un turista francese durante una gita al Moncenisio, tre mesi dopo, aveva pubblicato delle foto su Facebook di una moto molto simile a quella indicata come rubata. A incuriosire gli agenti era stato soprattutto il casco che appariva nella foto, dato che, come la moto, era personalizzato e anche quello prodotto come pezzo unico. Gli investigatori si erano anche accorti che il motociclista che aveva denunciato il furto, pubblicava a sua volta sul social network foto di un casco identico e di un’altra moto, della stessa marca, che aveva però una targa diversa, ovvero quella di un modello di cilindrata leggermente inferiore, ovvero una Brutale 910. Di qui i primi sospetti. A quel punto il pm ha chiesto chiarimenti alla casa madre e ha scoperto che su quella Brutale 1000 sparita era stato montato un gps legato al telaio. Grazie a questo particolare gli inquirenti sono così riusciti a scoprire che la motocicletta era sempre rimasta nel garage del suo proprietario che aveva persino abraso il numero di telaio per dissimulare che fosse la stessa. Gli investigatori gli hanno sequestrato anche altre moto per verificare se ci siano altre anomalie.

Fonte: La Repubblica https://torino.repubblica.it/cronaca/2021/05/20/news/denuncia_il_furto_della_moto_da_50_mila_euro_ma_era_una_truffa_era_parcheggiata_in_garage-301830291/

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