Denaro e gioielli per 300mila euro: maxi furto a casa di professionisti

di Erasmo Marinazzo

Furto da 300mila euro venerdì mattina in una casa di viale Della Libertà a Lecce abitata da una famiglia di professionisti. I ladri hanno approfittato di quell’oretta in cui tutti erano usciti per farsi strada aprendo prima la porta di ingresso e poi la cassaforte. È stata usata una chiave conosciuta con il nome di grimaldello bulgaro. Gran parte del bottino è stato preso dalla cassaforte: gioielli, tanti. E di valore. Roba da collezionisti.
Un furto come quelli che si consumavano periodicamente in città prima del lockdown di marzo dell’anno scorso. Un furto mirato e studiato sin dai minimi dettagli poiché appare evidente che la scelta di quell’abitazione non sia stata casuale: si tratta di una famiglia benestante.

I gioielli tenuti in cassaforte

Probabile che i ladri fossero anche a conoscenza della collezione di gioielli di valore tenuti in cassaforte. Un’ipotesi fantasiosa? Mica tanto, basterebbe ricordare che solo qualche anno fa un imprenditore edile fu vittima del furto di una somma cospicua di denaro che aveva in casa per pagare i dipendenti e di fornitori. Gente capace, insomma, di captare informazioni e gli aspetti anche più privati della vita delle vittime. E poi questi malviventi hanno scelto il momento più opportuno per agire, potendo contare sicuramente su un “palo” lasciato per strada.
Una banda di professionisti del furto, insomma. Come se il ritorno della Puglia in zona gialla e la prospettiva di ulteriori rimozioni delle limitazioni agli spostamenti, agli orari ed alle aperture delle attività commerciali, avesse comportato anche la riprese dei furti in casa. Quelli, peraltro, pianificati in tutti i dettagli.

Fuggiti senza lasciare tracce


Il sospetto è che si tratti di una banda giunta da fuori provincia, libera di spostarsi senza avere il timore dell’alt di una pattuglia a cui spiegare il perché della presenza a Lecce e di vedersi chiedere di aprire il portabagagli stipato di attrezzi da ladri di professione. Nel recente passato, prima del lockdown, diverse bande fermate da polizia e carabinieri risultavano arrivate nel Salento con i treni partiti da Bari o ancora più a Nord della Puglia.
In questo caso sembra più plausibile la prima ipotesi. Non fosse altro perché i malviventi si sono mostrati particolarmente organizzati: sono entrati in quella casa e sono fuggiti senza farsi notare. E senza lasciare segni di scasso.
La porta di ingresso dovrebbe essere stata aperta con il grimaldello bulgaro, una chiave capace di adattarsi alle serrature di vecchia generazione. E lo stesso attrezzo dovrebbe essere stato impiegato per la cassaforte perché non sono stati trovati segni di forzatura lasciati da una leva come un piede di porco e neanche con la fiamma ossidrica che negli anni scorsi aveva accompagnato la banda specializzata nei furti nelle ville in periferia abitata da famiglie benestanti.
Sono tutte circostanze che stanno valutando i carabinieri della Compagnia di Lecce dopo che i proprietari hanno presentato denuncia al comando provinciale di via Lupiae. Le indagini stanno ricercando impianti di videosorveglianza della zona per individuare le persone ed i mezzi che si sono aggirati attorno a quella abitazione anche nelle ore e nei giorni che hanno preceduto il furto. Una impresa difficile. Ma non impossibile, raccontano i blitz degli ultimi anni.

Fonte: Quotidiano di Puglia https://www.quotidianodipuglia.it/lecce/furto_viale_della_liberta_300mila_euro-5962175.html

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