Tre furti in un giorno, sgominata banda di ladri.

21Gen - by MaiPiuFurti - 0 - In Furti Abitazione

FUCECCHIO. Tre colpi a poca distanza l’uno dall’altro lo stesso giorno: uno tentato in via Verdi e due andati a segno in via Giusti , in due abitazioni diverse dove sono stati portati via seimila euro di attrezzature fotografiche, duecento euro in contanti, un blocchetto di assegni, alcuni orologi e altri oggetti. I tre colpi sono avvenuti il 30 settembre. E due tra l’altro nella stessa strada, in via Giusti, dove il 16 dicembre scorso un ennesimo furto si è trasformato in rapina con la padrona di casa che è rimasta ferita. Ora, grazie a un’operazione coordinata dalla procura di Lucca, gli autori dei tre furti di fine estate sono stati arrestati. Gli investigatori hanno fatto “calare il tramonto” sull’attività di una banda specializzata nei colpi in abitazione. “Tramonto” come l’ora in cui la gang entrava in azione; ma anche “tramonto”, come il nome dato all’operazione che ha portato a 8 misure cautelari, con 4 persone in carcere, due ai domiciliari e due obblighi di dimora. Martedì 17 gennaio c’è stato il blitz dei carabinieri di Lucca per l’esecuzione delle ordinanze, con l’impiego di 35 uomini e la collaborazione dei militari della compagnia di Montecatini, dove erano domiciliati diversi appartenenti alla banda.
Le ordinanze sono stati firmate dal gip su richiesta del sostituto procuratore Salvatore Giannino, che ha condotto l’inchiesta con la supervisione del procuratore Pietro Suchan. Ordinanze arrivate al termine di mesi di indagini, partite proprio da una violenta rapina avvenuta a Camigliano (Lucca) nell’abitazione di un’anziana. Attraverso la visione di filmati e il controllo delle celle telefoniche della zona, e attraverso – una volta individuati i primi potenziali sospetti – una lunga opera di appostamento e controllo, si è arrivati all’identificazione di 10 persone, coinvolte con ruoli diversi, e spesso intercambiabili, in una serie di furti in abitazione. Almeno 18 colpi tra le province di Lucca, Pistoia e Firenze tra il 14 maggio e il 30 settembre del 2016. Del gruppo facevano parte almeno 10 persone. Nel carcere di San Giorgio sono finiti in 4, tutti albanesi: Flori Seidjni, 25 anni, Fatbardh Ismajli, 25 anni, Shaquir Veseli, di 23 anni (tutti e 3 domiciliati in via Peloni a Montecatini) e Gentian Mukja, 30 anni, domiciliato sempre Montecatini, ma in via Marche. Ai domiciliari sono finiti Kristjan Kulli, albanese di 25 anni domiciliato in via Giovannetti a Lucca, e l’unica donna della banda, Andreea Paula Popa, romena di 28 anni domiciliata a Montecatini in via Peloni. Obbligo di dimora poi per Ciprian Vasile Deesy, 40 anni, romeno, domiciliato in via Mezzomiglio a Montecatini, e Zef Paluca, albanese di 40 anni domiciliato a Capannori sullo stradone di Camigliano. Inoltre il sostituto procuratore Giannino ha chiesto la misura della custodia in carcere anche Ervisi Marashi, albanese, 25 anni, domiciliato in via Veneto a Montecatini, e per Ervis Salihi (conosciuto anche con l’alias di Ervis Balaican), 31 anni, albanese e residente in via Cairoli a Montecatini. Ma questi due si sono resi irreperibili: probabilmente si trovano in Albania, e sono in corso le operazioni per individuarli
La banda agiva secondo il sistema della “batterie”.

Le bande si costituivano di volta in volta assegnando a ogni appartenente compiti ben precisi. Solitamente i colpi, soprattutto i furti in abitazione, avvenivano secondo uno schema ben preciso: due banditi entravano e un terzo restava in auto, a fare da palo e da autista per la fuga. Nei loro blitz i banditi avevano degli obiettivi ben precisi. Tranne che in un furto ad Altopascio (dove furono portati via anche vestiti e occhiali da sole), miravano solo a tre cose: contanti ovviamente, e con quelli oggetti facili da trafugare e da rivendere, ossia orologi e gioielli. Refurtiva alla quale talvolta aggiungevano anche le auto.Ora non vengono esclusi (anzi) ulteriori sviluppi. Le indagini infatti vanno avanti per vedere se uno o più elementi della banda sono implicati in ulteriori episodi

criminali, o se sono coinvolte altre persone. Anche gli interrogatori potrebbero portare elementi utili perché, come detto da Suchan, l’ordinanza del sostituto procuratore Giannino lascia poco spazio alle strategie della difesa, se non a quella di collaborare con la giustizia.

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